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Quercus suber
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La mwcaquercia da sughero (mwcqmwcgQuercus suber mwcwmwdaL., 1753), o mwdqsughera, è un albero mwdgsempreverde della mwdwfamiglia delle mweaFagaceae.cite-ref-powo-2-0[2] Originaria dell'mwfqEuropa sud-occidentale e dell'mwfgAfrica nord-occidentale è da tempi remoti naturalizzata e spontanea in tutto il bacino occidentale del mwfwmar Mediterraneo, molto longeva e può diventare plurisecolare.

Contents

Foglie
Fiori
Frutti
Note

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Descrizione

La sughera ha un portamento mwgwarboreo, con altezza che può raggiungere i 20 metri e chioma lassa ed espansa. La vita media è di 250-300 anni, diminuisce negli esemplari sfruttati per il mwhasughero. La caratteristica più evidente di questa specie è il notevole sviluppo in spessore del mwhqritidoma, che non si distacca mai dalla corteccia, formando un rivestimento suberoso detto in termine commerciale sughero.

Corteccia

La corteccia rappresenta una forma di risposta ad ambienti aridi con frequente passaggio del fuocoː il tessuto tegumentale, privo di spazi intercellulari, formato da cellule morte, la cui parete è ispessita e suberificata e il lume cellulare ripieno d'aria, isola e protegge i tessuti sottostanti dagli scambi termici e dagli scambi di sostanze chimiche liquide o gassose.cite-ref-santos-3-0[3] La continuità del rivestimento suberoso è interrotto dalle lenticelle, strutture pluricellulari che permettono lo scambio di gas e liquidi con l'esterno.

Il sughero si presenta di colore grigio-rossastro nei rami di alcuni anni d'età, dapprima con screpolature grigio-chiare, poi sempre più larghe e irregolari a causa della mwjqtrazione tangenziale provocata dall'accrescimento in diametro del fusto. Dopo diversi anni il sughero forma una copertura irregolare e spugnosa di colore grigio, detta comunemente mwjgsugherone o mwjwsughero maschio.

Dopo la rimozione del sughero maschio, il mwkqfellogeno produce ogni anno nuovi strati di tessuto suberoso che formano un rivestimento più compatto e più regolare, detto mwkgsughero femmina o mwkwgentile, con una fitta screpolatura prevalentemente longitudinale e meno profonda. L'anno in cui viene rimosso il sughero, il fusto ha un marcato colore rosso-mattone che nel tempo vira al rosso-bruno fino al bruno scuro quando il sughero femmina ha già raggiunto uno spessore significativo.

Foglie

Le mwlgfoglie sono verdi e coriacee, tomentose sulla pagina inferiore, generalmente piccole negli ambienti secchi, più grandi in quelli più freschi. Sono brevemente picciolate e hanno una lamina di forma variabile da ovata a oblunga. Il margine è generalmente dentato e spinoso, ma può presentarsi anche intero nella pianta adulta, più o meno revoluto. Possono confondersi facilmente con le foglie del mwlwleccio, da cui si distinguono per lo più per il minore numero di nervature. L'inserzione sui rami è alterna.

Fiori

I mwmgfiori sono unisessuali portati separatamente sulla pianta. I fiori maschili sono riuniti in infiorescenze ad mwmwamento lassi, di colore giallo-verdastro, portati all'estremità dei rami dell'anno precedente. I fiori femminili sono generalmente riuniti in piccoli gruppi (2-5 fiori), eretti, di colore verdastro sui rami dell'anno. La fioritura è in maggio-giugno.

Frutti

Il mwngfrutto è una mwnwghianda ovale di colore verde quando è immatura, bruna a maturità, lunga fino a 3mwoa cm con apice molto breve. La cupola è più conica rispetto a quella del mwoqleccio, ricopre la ghianda per una lunghezza variabile da un terzo a metà, con squame grigio-verdastre, patenti, a volte retroflesse. Esistono 2 sottospecie (sottospecie tipo e sottospecie mwogoccidentalis) del tutto simili morfologicamente tra loro tranne che per le squame della cupola della ghianda: libere e divergenti nella tipica, schiacciate nella mwowoccidentalis. Fra le due sottospecie esiste una differenza fisiologica sostanziale: la sottospecie mwpaoccidentalis ha maturazione delle ghiande biennale e non annuale. Nella varietà botanica mwpqserotina, presente insieme alla sottospecie tipica in mwpgToscana, mwpwSardegna e mwqaSicilia, la ghianda matura in due anni. La produzione dei frutti avviene in media dopo 15-20 anni dall'impianto.

Fitogeografia

La sughera è una specie termofila (soffre e può morire a periodi prolungati di temperature sotto i -5mweq °C) che predilige gli ambienti caldi e moderatamente siccitosi. Rifugge gli ambienti di mwegsiccità estrema o soggetti a frequenti gelate invernali. Vegeta prevalentemente su suoli derivati da rocce a matrice acida (graniti e granitoidi, trachiti, scisti granitici, filladi), diventando sporadica nei suoli basaltici e in quelli calcarei.

In mwfaItalia vegeta nella sottozona calda e media del mwfqLauretum spingendosi fino ai 900 metri d'altitudine in alcune zone della Sicilia e della Sardegna sud-occidentale. È particolarmente diffusa in mwfgSardegna, mwfwSicilia, lungo la fascia costiera meridionale della mwgaToscana e nelle limitrofe aree pianeggianti e collinari della mwgqMaremma Grossetana; risulta più sporadica nel mwggLazio e in mwgwPuglia, mentre è assai rara in mwhaLiguria, dove forma piccole estensioni boschive solo nei dintorni di mwhqBergeggi, mwhgSestri Levante e di mwhwDeiva Marina.

Dal punto di vista ecologico occupa la stessa nicchia del mwiqleccio nelle stazioni meno asciutte e più calde del suo areale, diventando nel tempo competitiva nei suoi confronti a causa di vari fattori concomitanti:

1. A differenza della mwjalecceta pura, la sughereta è un bosco aperto che permette la crescita di una vegetazione mwjqerbacea e mwjgarbustiva utilizzabile per la pastorizia, perciò compatibile con l'allevamento estensivo.
2. Il leccio è stato storicamente impiegato per la produzione di mwkalegname da opera, legna da ardere, carbone. Per contro il legno della sughera si presta male a queste utilizzazioni a causa delle proprietà ignifughe del sughero, mentre è di maggiore importanza la produzione del sughero periodicamente asportato.
3. La sughera resiste meglio agli incendi grazie all'azione protettiva che il sughero esercita sui tessuti sottostanti.

Per questi motivi, l'azione selettiva dell'uomo e degli incendi tende a favorire nel tempo la copertura a sughera a scapito della copertura a leccio.

Decorticazione

L'asportazione del sughero è un'operazione periodica che si esegue a cicli decennali su piante che hanno almeno 15-20 anni d'età. Per la prima decorticazione si devono rispettare delle norme di polizia forestale, tali norme prevedono che ad una altezza\da terra di 130mwlg cm la circonferenza della pianta sia di almeno 130mwlw cm. Il sughero maschio ha poco valore commerciale a causa dell'eccessiva irregolarità e porosità, perciò è utilizzato per trasformazioni di secondaria importanza, prevalentemente macinato di sughero usato come mwmamateriale isolante nelle costruzioni. Dopo il primo taglio, la pianta produrrà sughero femmina, destinato principalmente alla produzione di tappi di bottiglia.

Il sughero femmina si asporta ogni 9-12 anni, quando il sughero raggiunge uno spessore di circa 5mwmg cm. L'abbreviazione dei cicli di decorticazione, oltre a produrre sughero di minore qualità è deleteria perché compromette seriamente la longevità della pianta. In ogni modo l'asportazione del sughero si ripercuote in qualche misura sulla longevità, perciò una sughera sottoposta sistematicamente alla decorticazione non supera in genere i 100-150 anni di vita. Data l'elevata richiesta nel mercato e la progressiva riduzione delle superfici a sughereta la tendenza è all'abbreviazione dei cicli di decorticazione.

Il taglio del sughero si pratica manualmente con i metodi tradizionali, usando apposite accette. L'operazione si esegue da maggio a luglio e richiede perizia ed esperienza in quanto il taglio deve arrivare al mwnafellogeno senza interessare gli strati più interni della corteccia (felloderma e libro). Tagli male eseguiti infatti compromettono la vitalità della sughera.

Utilizzo

I primi sugheri che vengono pelati hanno una superficie ruvida e sono quindi di pessima qualità, solo quelli successivi hanno una superficie più liscia e quindi più raffinata.

La sughera viene coltivata principalmente in mwqqItalia, mwqgFrancia, mwqwSpagna, mwraPortogallo, mwrqMarocco, mwrgAlgeria e mwrwTunisia. In Europa la produzione annuale di sughero ammonta a 340.000 tonnellate per un fatturato totale di 1,5 miliardi di euro e dà impiego a 30.000 persone.

Circa il 50% della produzione mondiale di sughero si trova in mwsqPortogallo, più precisamente nella regione dell'mwsgAlentejo, dove si producono 180.000 tonnellate di sughero l'anno. Spesso lo si trova in combinazione con la mwswpastorizia o la coltivazione di mwtacereali. La maggior parte delle aziende di lavorazione del sughero si trovano nell'area di mwtqLisbona e nel nord del paese.

In Italia e Portogallo gli alberi scortecciati di fresco ricevono una marchiatura di colore rosso sul tronco. Se per esempio un albero è stato scortecciato nel 2003, questo sarà marchiato con un 3 affinché il contadino sappia che quell'albero potrà essere nuovamente scortecciato solo nel 2012.

La mwuaGermania è uno dei principali acquirenti del mwuqsughero portoghese.

I dischi di sughero di prima qualità vengono impiegati per la produzione di tappi di bottiglia, quelli di seconda scelta per tappezzerie o piedi per letti, quelli di categoria peggiore, invece, per la produzione di mwuwcompensato, mwvamateriale isolante o pressato per la produzione di zoccoli per mwvqsandali.

Note

cite-note-11. mwxa(mwxqmwxgEN) mwxwmwyaQuercus suber, su mwyqmwygIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwywIUCN, 2020.
cite-note-powo-22. mw0a(mw0qmw0gEN) mw0wmw1aQuercus suber L., su mw1qPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mw1gURL consultato il 19 gennaio 2021.
cite-note-santos-33. mw2gJ. Santos Pereira, M.N. Bugalho e M.D. Caldeira, mw2wmw3aFrom the Cork Oak to Cork: A Sustainable Ecosystem (mw3qmw3gPDF), APCOR: Portuguese Cork Association, 2008..

Bibliografia

• Margarida Pi i Contallé. 2006. Responsable de laboratorio de mw4gManuel Serra mw4wHongos y micotoxinas en tapones de corcho. Propuesta de límites micológicos aceptables
• mw5qAronson J., Pereira J.S., Pausas J.G., Cork Oak Woodlands on the Edge: conservation, adaptive management, and restoration, Washington DC, Island Press, 2009, ISBN 978-1-59726-478-5.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mw9g(EN) ITIS Standard Report Page: Quercus suber, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 14 ottobre 2009.
• mw-aSughera.it.